Un 50enne è stato arrestato a Mantova dopo aver perseguitato e minacciato la ex compagna con una finta pistola. A causa della sua condotta violenta, il Magistrato ha revocato l’affidamento ai servizi sociali disponendo l’immediato trasferimento in carcere.
Minaccia la ex di morte
Non è bastata una condanna precedente né l’opportunità di riscatto offerta dai servizi sociali. Per un 50enne italiano, pluripregiudicato, le porte del carcere si sono riaperte sabato mattina, non appena varcata la soglia d’uscita dell’ospedale “Carlo Poma”. Il 50enne è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante e della Divisione Anticrimine, in esecuzione di un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza che ha cancellato il beneficio dell’affidamento in prova.
Le minacce social
L’indagine è scattata a seguito della denuncia disperata della ex compagna del 50enne. La donna, perseguitata da tempo, ha deciso di rompere il silenzio dopo l’ultimo, inquietante episodio: un video ricevuto sui social network in cui l’indagato brandiva la replica di una pistola. Un gesto inequivocabile, volto a terrorizzarla e a ribadire un controllo psicologico che durava ormai da anni. Secondo il racconto della vittima, la relazione era stata segnata da continui atteggiamenti possessivi, denigrazioni e minacce di morte.
L’estorsione per la droga
Oltre alle violenze psicologiche, è emerso anche un torbido scenario di dipendenza e pretese economiche. Il 50enne avrebbe infatti tentato di estorcere alla ex compagna la somma di 500 euro, denaro che gli sarebbe servito per acquistare sostanze stupefacenti, di cui risulterebbe assuntore abituale. Una pressione costante che ha spinto la donna, temendo per la propria incolumità, a chiedere protezione alla Polizia di Stato.
Il blitz all’uscita dall’ospedale
Gli accertamenti lampo condotti dalla Questura di Mantova hanno confermato la gravità della situazione. Il Magistrato di Sorveglianza, valutando la condotta dell’uomo come totalmente incompatibile con la misura alternativa che stava scontando (legata a precedenti reati contro il patrimonio), ne ha disposto l’immediata carcerazione.
L’epilogo della vicenda è avvenuto nella mattinata di sabato 11 aprile 2026: i poliziotti hanno atteso che il 50enne venisse dimesso dall’ospedale Carlo Poma, dove si trovava ricoverato per cure mediche, per condurlo direttamente presso la Casa Circondariale di Mantova.
Si precisa che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale del soggetto sarà accertata solo a seguito di un provvedimento definitivo dell’Autorità Giudiziaria.