CRONACA

Agguato tra i tavoli del fast food: 16enne picchiato e rapinato da coetanei

I Carabinieri di Asola chiudono il cerchio sull'aggressione avvenuta ad ottobre: due minori trasferiti in comunità

Agguato tra i tavoli del fast food: 16enne picchiato e rapinato da coetanei

Due minorenni sono stati trasferiti in comunità per aver rapinato e picchiato un coetaneo lo scorso ottobre nei pressi di un fast food ad Asola. I Carabinieri li hanno identificati grazie alle telecamere, contestando loro i reati di rapina e lesioni personali in concorso.

Agguato al Fast Food

Non è stata una banale lite tra adolescenti, ma un vero e proprio agguato premeditato quello consumatosi lo scorso autunno ad Asola. Un episodio di violenza che oggi arriva a una svolta decisiva: i due presunti responsabili, entrambi minorenni, sono stati prelevati dai Carabinieri e trasferiti in strutture rieducative, ponendo fine a un’indagine che ha scosso la comunità locale.

L’aggressione e la rapina

I fatti risalgono alla fine di ottobre 2025. La cornice è quella, solitamente frequentatissima, del Mc Donald’s di Asola. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima – un 16enne residente a Ceresara – sarebbe stata attirata con l’inganno dai due coetanei (un 16enne di Asola e un 17enne di Mariana Mantovana) in un luogo appartato, lontano da occhi indiscreti.

Una volta isolato, il giovane è stato investito da una furia sproporzionata: pugni e schiaffi al volto che lo hanno lasciato a terra. Non paghi della violenza fisica, gli aggressori lo hanno umiliato spogliandolo del giubbotto e derubandolo della magra somma di 13 euro, per poi dileguarsi.

Trenta giorni di prognosi

Il bilancio per la vittima è stato pesante. Trasportato all’ospedale civile di Mantova, i medici hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Un tempo lungo, che testimonia la brutalità delle percosse subite.

Le indagini

I Carabinieri della Stazione di Asola si sono messi immediatamente al lavoro. Un contributo fondamentale è arrivato dall‘analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di cristallizzare i movimenti dei tre ragazzi e identificare i responsabili. Gli indizi raccolti sono stati definiti dagli inquirenti come “incontrovertibili”.

Collocamento in comunità

Sulla base delle prove fornite dai militari, il GIP del Tribunale per i minorenni di Brescia ha emesso un’ordinanza cautelare restrittiva. Nei giorni scorsi, i Carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento: i due giovani indagati sono stati prelevati e collocati in due distinte comunità per minori, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le accuse a loro carico sono pesanti: rapina e lesioni personali in concorso. Sebbene il procedimento si trovi ancora nella fase delle indagini preliminari — e la colpevolezza debba essere confermata in sede di processo — la misura restrittiva sottolinea la gravità della condotta contestata ai due ragazzi.