I Carabinieri di Suzzara hanno arrestato un 23enne tunisino, già noto per condotte violente, che aveva sistematicamente violato l’obbligo di firma e il foglio di via. L’ordinanza di aggravamento, emessa dal Tribunale di Mantova a causa della sua pericolosità sociale, ha aperto per il giovane le porte del carcere.
Arrestato 23 anni
Non è bastato un foglio di via, né l’obbligo di presentarsi quotidianamente davanti alla polizia: per settimane ha continuato a gravitare nel mantovano, sfidando le autorità e alimentando un clima di costante tensione tra i residenti. La scia di violenze e violazioni di un 23enne tunisino, formalmente residente ad Aprilia ma di fatto fantasma tra le vie di Suzzara, si è interrotta nei giorni scorsi quando i Carabinieri lo hanno arrestato, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Una escalation di violenza e allarme sociale
Il giovane era diventato una figura tristemente nota alle forze dell’ordine e alla cittadinanza. Il suo non era un semplice vagabondaggio, ma una presenza segnata da condotte aggressive e violente che avevano fatto impennare l’allarme sociale nel comune. I numerosi interventi dei Carabinieri nel recente passato avevano delineato il profilo di un soggetto incapace di rispettare le regole della convivenza civile, portando il Tribunale di Mantova a inasprire le misure nei suoi confronti.
Il fallimento delle misure soft
Inizialmente, l’autorità giudiziaria aveva tentato di contenere il 23enne con misure meno afflittive, come l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Tuttavia, il giovane ha sistematicamente disatteso le prescrizioni. Non solo: su di lui pendeva anche un foglio di via obbligatorio che gli vietava categoricamente di mettere piede a Mantova e Suzzara per i prossimi tre anni. Una disposizione rimasta solo sulla carta, visto che il ragazzo aveva continuato a frequentare le stesse zone, culminando in un precedente arresto avvenuto nella notte del 19 marzo scorso.
Si aprono le porte del carcere
Di fronte alle reiterate violazioni e all’evidente inefficacia dei provvedimenti precedenti, il Tribunale di Mantova ha optato per l’unica soluzione rimasta: l’aggravamento della misura cautelare. L’ordinanza di carcerazione è stata emessa per porre fine a una situazione diventata insostenibile per la sicurezza pubblica.
I Carabinieri di Suzzara, dopo aver rintracciato il soggetto, hanno espletato le formalità di rito in caserma. Il 23enne è stato infine trasferito presso la casa circondariale di Mantova, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.