CRONACA

Manomette la cassa automatica della lavanderia e in tre mesi si intasca 2mila euro

Una 26enne di Castiglione delle Stiviere incastrata dalle telecamere e denunciata dai Carabinieri

Manomette la cassa automatica della lavanderia e in tre mesi si intasca 2mila euro

Una 26enne di Castiglione delle Stiviere è stata denunciata per furto aggravato dopo aver sottratto circa 2mila euro dalla cassa di una lavanderia in tre mesi. I Carabinieri l’hanno incastrata grazie alle immagini della videosorveglianza, intervenendo dopo la segnalazione della titolare (immagine di copertina creata con AI).

Manomette la cassa automatica della lavanderia

Non era una cliente abituale, ma una visitatrice assidua con un obiettivo decisamente meno lecito. Per tre lunghi mesi, una giovane donna ha trasformato la cassa automatica di una lavanderia self-service nel proprio personale sportello di prelievo, riuscendo a sottrarre somme di denaro con sistematica precisione. Un piano che sembrava funzionare perfettamente, finché l’occhio elettronico delle telecamere e l’intuito della titolare non hanno interrotto la serie di furti.

Un ammanco da duemila euro

L’indagine è scattata quando la proprietaria dell’attività, monitorando i conti e la gestione della cassa automatica, ha iniziato a notare discrepanze sempre più marcate. Non si trattava di semplici errori di calcolo, ma di una vera e propria emorragia di contante. Verificando l’integrità del macchinario, è emersa la prova della manomissione: qualcuno, con destrezza e frequenza, riusciva a violare il sistema di sicurezza. Il bottino complessivo, accumulato tra un “prelievo” e l’altro nell’arco di un trimestre, ha raggiunto la cifra di circa 2mila euro.

Incastrata dalle telecamere

Decisiva è stata la denuncia presentata presso la Stazione dei Carabinieri di Castiglione delle Stiviere. I militari hanno immediatamente acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza interno, incrociando gli orari degli ammanchi con le presenze sospette nel locale. I fotogrammi hanno restituito un’immagine nitida: quella di una 26enne del luogo, le cui azioni davanti alla cassa automatica sono finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.

Scatta la denuncia

Grazie ai gravi indizi di colpevolezza raccolti, la giovane è stata denunciata in stato di libertà. L’ipotesi accusatoria contestata è quella di furto aggravato, reato che tiene conto della manomissione dei sistemi di protezione della cassa.

Attualmente, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalle garanzie costituzionali, la colpevolezza della ragazza dovrà essere accertata in sede di processo, nel pieno contraddittorio tra le parti, restando ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.