Finiti i lavori al Castello di San Giorgio: sistemato il secondo piano, a nuovo le carceri dei Martiri di Belfiore e aperti i camminamenti di ronda.
A nuovo le carceri che ospitarono i Martiri di Belfiore
Nel 160esimo anniversario dell’annessione di Mantova e del Veneto al Regno d’Italia avvenuta nel 1866, si conclude un importante intervento di restauro che ha interessato il Castello di San Giorgio, sanandolo finalmente dalle ferite del terremoto del 2012. In continuità con i primi interventi, all’indomani del sisma e fino alla riapertura del Castello nel marzo del 2015, il restauro è stato finanziato con fondi ALES (ex ARCUS) del 2014. I lavori hanno riguardato principalmente due obiettivi: il consolidamento strutturale (lotto 1) e l’intervento di restauro di alcune celle dei Martiri di Belfiore (lotto 2).
Il primo lotto ha consentito di mettere in sicurezza il secondo piano del Castello con opere di miglioramento sismico e di sistemazione delle coperture, per oltre un milione di euro; il secondo lotto ha riguardato il restauro di quelle che fuorno le celle di Carlo Montanari, di Giovanni Grioli e di Felice Orsini, di Tito Speri e di Ciro Menotti, per 285mila euro. Il finanziamento complessivo, di 1,5 milioni di euro, è stato a lungo gestito dal Segretariato Regionale della Lombardia, in avvio con Marco Edoardo Minoja e nelle fasi conclusive con Francesca Furst.
“Luogo emblematico del Risorgimento”
I lavori sono stati avviati nel 2021, sotto la direzione di Stefano L’Occaso:
“Riaprono finalmente le Carceri del Castello di San Giorgio, uno dei luoghi emblematici della storia risorgimentale, dopo un lungo e complesso intervento che ha coinvolto tanti colleghi e tante professionalità e che ha impegnato, a integrazione dei finanziamenti ALES, anche importanti risorse di bilancio d’Istituto”.
All’interno delle celle dei Martiri di Belfiore – luogo simbolo dell’aspirazione alla libertà verso l’Italia Unita – sono state conservate e valorizzate tutte le testimonianze delle varie stratificazioni che vanno dal Cinquecento, epoca di Francesco Gonzaga e Isabella d’Este, fino all’Ottocento, quando furono carceri austriache e subito dopo meta di pellegrinaggio per i sostenitori dell’Unità d’Italia per i quali i Martiri di Belfiore rappresentavano fulgido esempio.
L’intervento eseguito sulle carceri
L’intervento di restauro ha riguardato gli intonaci di tutte le celle che sono stati consolidati e puliti. Ogni cella ha rivelato dettagli interessanti e complessità peculiari nell’intervento: la cella di Tito Speri ha richiesto una complessa opera di descialbo e di ritocco che ha permesso di recuperare le decorazioni cinquecentesche sottostanti, tra cui anche una raffigurazione di un’impresa di Isabella d’Este tra le meno note.

La cella Grioli-Orsini ha confermato nelle tracce materiche la volontà di cancellare dalla memoria dei cittadini la fuga di Orsini, modificando l’architettura della finestra utilizzata per la fuga; nella cella Montanari è riemersa con maggiore chiarezza una veduta a volo di uccello di una città fortificata realizzata a graffito su fondo nero; il corridoio mostra antiche incisioni di soldati granatieri; la cella di Menotti, nota anche come Sala dello Zodiaco, ha riacquisto leggibilità di insieme delle decorazioni antiche, di primo Cinquecento, pur mantenendo le tracce ottocentesche. Le tracce con rilevanza artistica convivono ora nella stratificazione storica delle testimonianze che si sono susseguite nei secoli, raccontando nel modo più completo possibile l’articolata storia di questi ambienti.
Per la prima volta aperti i camminamenti di ronda
A questo monumentale progetto di recupero si è aggiunto un intervento, progettato dallo studio PDA di Mantova, che permette oggi l’accessibilità della torre sud-ovest del Castello. Per la prima volta in assoluto, il pubblico potrà arrivare ai camminamenti di ronda, tra le merlate che coronano la torre, e spaziare con lo sguardo sul paesaggio dei laghi di Mantova e sulla città, con un sorprendente e inedito punto di vista.
Gli eventi per la conclusione dei lavori
Per celebrare la riapertura, domenica 29 marzo 2026 alle 16 avrà luogo uno straordinario spettacolo di danza aerea, aperto a tutti e gratuito. Lo spettacolo, che rientra nella rassegna di spettacoli dal vivo realizzati con il contributo della Direzione Generale Spettacolo del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, vedrà protagonista l’artista e coreografo francese Antoine Le Menestrel, della Compagnie Lézards Bleus, che realizzerà una performance sulla facciata del Castello di San Giorgio, fronte lago, ispirata alla vicenda della fuga di Felice Orsini, patriota e rivoluzionario italiano, avvenuta proprio nella notte tra il 29 e il 30 marzo del 1856, dalle allora austriache carceri del Castello.
A conclusione dell’evento, in tre turni (17.15, 17.45, 18.15), gruppi da 30 persone saranno accolti a visitare le Carceri del Castello di San Giorgio accompagnati dal personale di assistenza e vigilanza. Ingresso da piazza Castello, prenotazione obbligatoria via infopoint tel. 0376 352100 martedì mercoledì venerdì e domenica dalle 8.30 alle 13.30, giovedì e sabato dalle 14 alle 19, biglietto €5 a persona.
A partire da martedì 7 aprile 2026 saranno attive le visite accompagnate alle Carceri e ai camminamenti di ronda.