Nel reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale Carlo Poma di Mantova ideata una nuova tecnica mini-invasiva che sta facendo scuola anche in Giappone.
Nuova tecnica chirurgica da Mantova al Giappone
Una tecnica innovativa di riparazione dell’ernia inguinale messa a punto da un professionista della Chirurgia Generale dell’ospedale di Mantova. Il chirurgo ideatore della nuova procedura è Sante Capitano, che ha lavorato in collaborazione con il direttore della struttura e del Dipartimento Chirurgico-Ortopedico Luigi Boccia, nonché con la collega del reparto Elena Chiocchi (immagine di copertina).
La tecnica ha suscitato l’interesse della Japan Surgical Society, la società ufficiale di chirurgia in Giappone, riferimento internazionale per la chirurgia.
I tre professionisti del Poma hanno infatti pubblicato su Surgery Today, rivista scientifica ufficiale della società in questione, uno studio clinico condotto fra gennaio 2022 e giugno 2024, che ha visto il coinvolgimento di 84 pazienti affetti da ernia inguinale, sulla cui terapia è incentrata la nuova tecnica chirurgica.
Combinazione delle metodiche mini-invasive esistenti
L’ernia inguinale è una delle patologie più comuni al mondo. Si stima che colpisca il 4-5% della popolazione globale nel corso della vita. È una delle operazioni più eseguite a livello globale, con circa 5 milioni di interventi all’anno. In Italia, si effettuano tra i 100mila e i 200mila interventi annui.

“La tecnica che ho introdotto – precisa il medico – è un’evoluzione della chirurgia laparoscopica nel trattamento dell’ernia inguinale, combinando i punti di forza di tutte le metodiche mini-invasive esistenti in un’unica soluzione avanzata. Il trattamento mini-invasivo ideale dell’ernia sarebbe per via extraperitoneale, cioè senza accedere nella cavità addominale, con piccole incisioni, offrendo il massimo confort al paziente appena operato e nei giorni successivi all’intervento”.
“Confortevole sia per il paziente che per il medico”
Un trattamento ideale per i professionisti dello sport e per la cura delle ernie inguinali più complesse, grazie alla minore difficoltà del chirurgo al tavolo operatorio di manovrare gli strumenti:
“La procedura è denominata cTEP, dove la ‘c’ sta per ‘comfortable’, confortevole sia per il paziente che per il chirurgo. L’innovazione sta infatti nella posizione degli strumenti mini-invasivi sull’addome del paziente: grazie a piccole incisione interne mirate, la tecnica garantisce una manovrabilità superiore e una migliore ergonomia operativa”.
La cTEP, in altre parole, consente allo specialista di semplificare l’intervento, rendendolo così più sicuro ma conservando tutti i vantaggi della tecnica mini-invasiva ed extraperitoneale: con una ripresa rapida, una degenza abbreviata e una guarigione veloce.