Quanto deve durare un buon video corporate? Dipende dall’obiettivo (e dal tipo di contenuto)

Quanto deve durare un buon video corporate? Dipende dall’obiettivo (e dal tipo di contenuto)

Un imprenditore o un responsabile marketing si pongono spesso una domanda prima di avviare la produzione di un video aziendale: qual è la lunghezza perfetta per un prodotto di questo tipo? La risposta istintiva spinge verso la sintesi a tutti i costi, perché è diffusa la paura di annoiare chi guarda o di essere ignorati dopo pochi secondi.

La realtà, però, è ben più sfumata di una semplice regola matematica e insegna che non esiste un tempo universale capace di garantire il successo, perché la disponibilità di una persona ad ascoltare varia notevolmente in base al momento della giornata e al motivo per cui si trova davanti allo schermo.

Capire l’obiettivo prima di agire

Il vero nemico dell’attenzione non è la lunghezza del filmato, ma l’irrilevanza di ciò che viene mostrato rispetto a ciò che l’utente sta cercando in quel preciso istante. Un video di trenta secondi che non dice nulla di interessante verrà chiuso immediatamente, mentre un contenuto di dieci minuti che risolve un problema specifico o racconta una storia avvincente verrà seguito fino alla fine. Il tempo, nel linguaggio video, è una risorsa che va spesa con l’intelligenza, adattandola al contesto e non viceversa.

Prima ancora di pensare alle riprese o al montaggio, è fondamentale definire cosa si vuole ottenere da quel contenuto e a chi è destinato. È in questa fase delicata che il supporto di un’agenzia video competente diventa determinante, perché aiuta l’azienda a trasformare un’esigenza generica in un progetto che tenga conto delle abitudini del pubblico.

I professionisti sanno che un video pensato per intercettare qualcuno che non ha mai sentito parlare del brand dovrà avere un ritmo e una durata completamente diversi da un contenuto destinato a chi sta valutando un acquisto importante. L’errore più comune consiste nel voler dire tutto a tutti nello stesso momento, creando filmati che risultano troppo lunghi per i social e troppo superficiali per il sito web.

Stabilire la durata è una conseguenza naturale della strategia: se l’obiettivo è incuriosire, si lavorerà sulla rapidità; se l’intento è spiegare o rassicurare, ci si prenderà tutto il tempo necessario per argomentare con calma e precisione.

La velocità dei social e la prima impressione

Se l’obiettivo è farsi notare nel flusso ininterrotto dei social, nei quali l’utente scorre i contenuti con una velocità notevole, la sintesi diventa un obbligo dettato dal contesto. I video che funzionano meglio in queste piattaforme durano spesso tra i 15 e i 30 secondi, un lasso di tempo ridotto che costringe a eliminare qualsiasi preambolo per arrivare dritti al cuore del messaggio. In questi casi non si sta chiedendo allo spettatore di capire tutto dell’azienda, ma semplicemente di fermarsi a guardare e compiere una piccola azione, come cliccare su un link.

La struttura di questi video brevi deve essere dal grande impatto visivo, pensata per persone che spesso guardano lo schermo senza audio o mentre fanno altro. Ogni secondo che non aggiunge valore o curiosità è un secondo di troppo che rischia di far scivolare il pollice dell’utente verso il contenuto successivo, vanificando l’investimento fatto.

Il video di presentazione per raccontarsi con i tempi giusti

Esistono situazioni in cui chi guarda è disposto a concedere più tempo, solitamente perché ha già dimostrato un interesse attivo visitando un sito o cliccando su una presentazione aziendale. Per il classico video corporate, quello che deve trasmettere l’identità e i valori dell’impresa, la durata ideale si assesta solitamente intorno ai due minuti.

Questo spazio temporale è sufficiente per mostrare i volti delle persone, far vedere gli ambienti di lavoro e spiegare la filosofia aziendale con un ritmo disteso, che permetta allo spettatore di entrare in sintonia con il brand.

Superare eccessivamente questa soglia senza un motivo valido potrebbe appesantire la visione e portare l’utente ad abbandonare prima della fine. L’obiettivo qui è creare un rapporto umano e professionale, tramite una panoramica completa che lasci una sensazione positiva e rassicurante, senza però trasformarsi in un documentario autocelebrativo.

Quando il contenuto richiede profondità

Ci sono infine circostanze in cui l’utente ha bisogno di informazioni dettagliate, istruzioni precise o approfondimenti tecnici. Per i tutorial, le interviste agli esperti, i casi studio dettagliati o le registrazioni di webinar, superare i cinque, dieci o venti minuti è assolutamente normale e spesso apprezzato.

Chi cerca di capire come funziona un software complesso o vuole conoscere i dettagli tecnici di un macchinario industriale non vuole uno spot pubblicitario, ma una spiegazione esaustiva che risponda ai suoi dubbi.