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Sicurezza sul lavoro a Mantova: meno infortuni ma aumentano morti e malattie professionali

Un bilancio inquietante che impone una riflessione urgente sulle condizioni lavorative in provincia

Sicurezza sul lavoro a Mantova: meno infortuni ma aumentano morti e malattie professionali

A Mantova nel 2025 diminuiscono gli infortuni sul lavoro, ma aumentano le morti e le malattie professionali, soprattutto tra le donne. La CISL chiede una prevenzione più efficace e un’organizzazione del lavoro che tuteli davvero la salute dei lavoratori.

Sicurezza sul lavoro a Mantova

I dati sulla sicurezza sul lavoro in provincia di Mantova nel 2025 rispetto al 2024 mostrano un quadro contraddittorio. Le denunce di infortunio all’INAIL diminuiscono del 3,9%, passando da 5.018 a 4.824 casi. A prima vista, questo dato potrebbe sembrare un segnale positivo, ma un’analisi più approfondita rivela una realtà ben diversa e preoccupante.

Crescono le morti sul lavoro

Nonostante la diminuzione degli infortuni complessivi, le morti sul lavoro aumentano del 12,5%, passando da 8 a 9 casi. Ivan Zaffanelli, segretario generale della CISL Asse del Po, sottolinea come questo dato sia un chiaro segnale che la sicurezza non sta migliorando realmente:

“Quando aumentano le morti, significa che non possiamo accontentarci di un calo numerico degli infortuni”.

Ivan Zaffanelli
Ivan Zaffanelli

Malattie professionali: un fenomeno in crescita

Parallelamente, le denunce di malattie professionali registrano un aumento significativo del 13,5%, da 222 a 252 casi. Un dato particolarmente allarmante riguarda le lavoratrici donne, con un incremento del 67,2% (da 61 a 102 denunce), mentre le denunce maschili risultano in diminuzione. Questo cambiamento riflette la trasformazione del tessuto lavorativo mantovano, sempre più orientato verso i servizi, la sanità, l’assistenza e il commercio.

Patologie muscolo-scheletriche in aumento

Le malattie più diffuse sono quelle muscolo-scheletriche, che crescono in modo significativo rispetto all’anno precedente. In particolare, si registrano aumenti marcati nelle sindromi della cuffia dei rotatori (+42,5%), radicolopatie lombari (raddoppiate), epicondiliti (+83%) ed ernie discali (+25%). Queste patologie derivano da posture scorrette, movimenti ripetitivi, carichi eccessivi e ritmi di lavoro intensi, che nel tempo compromettono la salute dei lavoratori.

Prevenzione e organizzazione del lavoro

Zaffanelli evidenzia come non si muoia solo per incidenti improvvisi, ma anche a causa di malattie sviluppate nel tempo a causa delle condizioni lavorative:

“Queste malattie non sono inevitabili, sono il risultato di scelte organizzative precise”.

Per questo motivo, la prevenzione deve essere costruita quotidianamente nei luoghi di lavoro, con il coinvolgimento attivo dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS e RLST), che monitorano le condizioni, segnalano i rischi e propongono soluzioni.

La proposta sindacale

La CISL chiede protocolli di prevenzione specifici per ogni settore produttivo, un aumento dei controlli e delle ispezioni, formazione continua e un’organizzazione del lavoro che tenga conto dei tempi di vita dei lavoratori. Postazioni, strumenti e turni devono essere progettati per ridurre i rischi e prevenire le malattie professionali, oggi troppo diffuse.

Un ruolo innovativo può essere svolto dall’intelligenza artificiale, che se utilizzata correttamente può aiutare a individuare situazioni di rischio, migliorare la gestione dei processi produttivi e prevenire incidenti, soprattutto nelle attività più complesse e pericolose.

“La salute nei luoghi di lavoro non può essere lasciata al caso”, conclude Zaffanelli. “Dobbiamo passare da un sistema che interviene quando il danno è fatto a uno che previene. Meno infortuni ma più morti e più malattie non è un progresso. È un segnale che chiede una svolta immediata”.