Mantova apre il 2026 con 258mila presenze, un dato stabile che conferma la forte attrattività del centro storico anche dopo le festività natalizie. Nonostante il calo fisiologico di gennaio, cresce la capacità di spesa dei visitatori, trainata soprattutto dai turisti di prossimità e dalla fascia d’età 45-54 anni.
Turismo a Mantova
Passata l’euforia delle festività natalizie, Mantova non si svuota e dimostra di saper mantenere il passo. Il primo mese del 2026 si chiude con un bilancio di 258mila visitatori che hanno attraversato il centro storico, un numero che ricalca quasi perfettamente le performance dello scorso anno (quando furono 258.200). Nonostante il fisiologico calo rispetto ai picchi di dicembre, la città dei Gonzaga conferma la sua capacità di attrarre flussi costanti, con oltre 101.800 turisti arrivati da fuori provincia.
La mappa dei visitatori
Il monitoraggio di Confcommercio, basato su dati anonimi della telefonia mobile, restituisce la fotografia di un turismo di prossimità molto solido. Dei 90mila visitatori italiani non mantovani, la “fetta” più grande arriva dal Veneto: Verona si conferma la prima provincia di provenienza con 18.600 presenze.
Seguono a ruota le altre realtà lombarde ed emiliane:
- Brescia: 7.500 visitatori
- Reggio Emilia: 6.600
- Modena: 5.300
- Milano e Cremona: rispettivamente con 4.600 e 4.000 arrivi.
Sul fronte internazionale, si contano circa 11.800 stranieri. In vetta alla classifica troviamo Francia e Regno Unito, seguiti da Spagna, Romania, Germania e Svizzera.
Identikit del turista
Un dato particolarmente interessante riguarda il profilo economico e anagrafico di chi sceglie Mantova. A gennaio, la capacità di spesa dei visitatori si è attestata su livelli medio-alti, segnando addirittura un incremento rispetto a dicembre.
L’identikit del frequentatore tipo è maturo: il 70% del totale ricade nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 64 anni, con il picco massimo registrato nel segmento 45-54 anni. Un target che garantisce stabilità economica e un interesse qualificato per l’offerta culturale ed enogastronomica del territorio.
Lo sguardo al futuro
Nonostante i numeri positivi, i vertici di Confcommercio guardano già al futuro per colmare i vuoti lasciati dalla stagionalità.
“Dopo l’Epifania è normale registrare una flessione,” dichiarano il presidente Lamberto Manzoli e il direttore generale Nicola Dal Dosso.
La sfida, secondo l’associazione di categoria, resta quella della programmazione: “I dati confermano la solidità del nostro tessuto commerciale. Ora serve un’offerta di eventi di qualità capace di spalmare i flussi su tutto l’anno, coinvolgendo non solo il cuore pulsante del centro, ma anche i quartieri periferici e i comuni della cintura urbana”.