"Furbetti" del decreto

Tutte le scuse più assurde dei denunciati da Coronavirus VIDEO

Carrellata di fenomeni, dal filone "alcolico" alla fuga per amore.

12 Marzo 2020 ore 23:35

E’ diventato anche un hashtag virale: #iorestoacasa. Ma è tanto difficile capirlo? L’ultimo omonimo Decreto anti Coronavirus è in vigore ormai da martedì mattina, eppure sono ancora troppi i connazionali che da Sud a Nord vengono pizzicati in violazione delle norme, quindi “in giro” senza alcun valido motivo… anzi, per le più assurde ragioni. Dal circuito dei “Prima” targato Netweek, le più singolari notizie di cronaca pubblicate dai nostri quotidiani online. Tutti i “fenomeni” sono stati naturalmente denunciati…

Tutte le motivazioni (e soprattutto le scuse) più assurde

A Zocca per vedere la casa di Vasco

Nelle ultime ore, il caso maggiormente alla ribalta anche sui Tg però non è “nostro”: la “fama” è piovuta, infatti, sulle teste di sei ragazzi fermati dai Carabinieri di Modena mentre stavano per raggiungere Zocca, il paese natale di Vasco Rossi, perché volevano vedere la sua casa…

“Siamo usciti per comprare droga”

Ma rilanciamo con due quarantenni fermati all’alba, sempre da una pattuglia dell’Arma, in una piazza di Torino. Anche in questo caso, nessuna scusa, messi alle strette hanno confessato: “Dopo una lunga serata con gli amici siamo venuti in piazza per cercare della droga”. Viva la sincerità.

Da Prima il Canavese

Il filone “alcolico”

C’è poi un “filone alcolico” che accomuna diverse storie da Ovest a Est.

Guidava ubriaco senza meta in pieno centro

La Polizia di Vicenza se l’è visto passare davanti a tutta birra nel centro del capoluogo. Inseguimento, paletta, accosti, patente e libretto: ma il 62enne residente in città a bordo di una Focus non solo non aveva alcun motivo per andarsene a zonzo senza meta, no… era pure ubriaco!

Da Prima Vicenza

Organizza una festa a casa e fa scorta di alcolici al super

E che dire dei due operai  sorpresi, in centro a Mantova, a sgolarsi tranquillamente una birra? Nulla, in confronto al 35enne di un paese vicino a Treviglio (Bassa bergamasca) che ha pensato bene di organizzare a casa sua una festa con 5 amici e si è recato al supermercato per fare scorta di alcolici (per 150 euro)…

Da Prima Mantova e Prima Treviglio

Due giovanissimi fermati: “Cercavamo un bar…”

Teneri una 21enne e un 18enne del Pavese, che quando sono stati fermati a un posto di blocco dai Carabinieri sono riusciti solo candidamente a proferire: “Eravamo in giro a cercare un bar…”. Che per altro non avrebbero nemmeno trovato aperto, naturalmente…

Da Prima Pavia

C’è poi chi evade per amore…

Ma è in lizza per il titolo di campione il 30enne della Provincia di Sondrio che ha viaggiato fino a Dongo, sul lago di Como, per poi riportare in Valtellina la fidanzata. Ma, attenzione, non è stato fermato… ed è pure riuscito a tornare indietro facendola franca!

…ma poi fa il “grosso” su Facebook

Peccato però che ha avuto la bella idea di postare su Facebook un video girato durante il viaggio di andata nel quale narrava urbi et orbi la “mitologica impresa”. Ma anche i Carabinieri guardano Facebook…

Da Prima la Valtellina

…e chi vuol farsi bella

“Oh, come sono conciata… davo assolutamente fare la piega”

Deve aver esclamato una signora della provincia di Treviso che è pure uscita dal proprio Comune per raggiungere la non lontana Asolo e venir pizzicata dai vigili sulla poltrona di una parrucchiera, che naturalmente avrebbe dovuto in quel momento avere le serrande abbassate.

Da Prima Treviso

Il filone “so’ ragazzi” all’aria aperta

Troppi schiamazzi sulla panchina del parco…

Erano seduti su una panchina del parco Magellano, a Venaria, vicino a Torino e chiacchieravano tranquillamente, in tre, seduti su una panchina del parco. Ma i giovanissimi non sono sfuggiti agli occhi (ma soprattutto delle orecchie, visti gli schiamazzi che producevano) dei residenti della zona, che hanno chiamato i vigili.

Da Prima Settimo

Festa di laurea nell’area verde

“Non stiamo facendo nulla di male!”, hanno invece esclamato una decina di ragazzi della Martesana milanese che si sono riuniti in un’area verde per celebrare la laurea di una ragazza. Pensavano probabilmente che, essendo all’aria aperta, fosse concesso. Invece sono stati puntualmente denunciati dai Carabinieri.

Da Prima la Martesana

Il filone dei “trasfertisti”

Da Cremona a Genova, senza un perché

Qui l’assortimento è davvero vasto. Una coppia di Cremona, marito e moglie, è stata denunciata dopo essersi recati a Genova Quarto. Hanno attraversato province e regioni fino ad arrivare al Capoluogo ligure. Fermati dagli Agenti dalla Polizia Locale non hanno saputo spiegare perché.

Da Prima Cremona

“Volevo solo prendere un caffè…”

Un alessandrino di 63 anni è stato invece fermato da una pattuglia di Carabinieri. Quando gli è stato chiesto il motivo per il quale era in strada, ha risposto che stava andando a prendere il caffè in un bar a Brozolo, un comune della collina Chivassese, in provincia di Torino.

Da Prima Chivasso

In troppi al funerale, arriva la Polizia

Curioso infine nel Veronese: è arrivata la Polizia durante una sepoltura al cimitero, erano in troppi attorno alla fossa. La Polizia ne ha allontanati alcuni, poi ha denunciato l’impresa di pompe funebri (i titolari sostengono invece che fosse tutto regolare).

Da Prima Verona

Attenzione, si rischia grosso!

In tutti questi casi è stata  contestata la violazione dell’art. 650 del Codice Penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”) ed è stata comminata una sanzione amministrativa. La violazione del “Decreto Io resto a casa” prevede, infatti, l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro. E lo ricordiamo, va a macchiare inevitabilmente anche la cosiddetta fedina penale.

I cittadini di tutta Italia sono invitati a stare in casa per limitare al massimo i contagi. Chiunque abbia comprovate esigenze (lavorative, personali o di salute) può scaricare il foglio dell’autocertificazione ed esibirlo alle forze dell’ordine in caso di controlli. Il Viminale è stato chiaro su questo argomento: chiunque dichiari il falso può essere perseguito ai termini di legge:

“Il firmatario è consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale e a conoscenza delle misure di contenimento del contagio previste nel decreto nonché delle sanzioni previste”.

Ma non è finita, c’è anche – teoricamente – l’ipotesi più grave prevista dall’articolo 452 del codice penale: delitti colposi contro la salute pubblica. Coloro che – pur consapevoli di essere positivi al Covid-19 o potenzialmente positivi in presenza di sintomi sospetti – non si attengono ai protocolli o all’isolamento potrebbero anche essere assimilati alle persone che, consapevoli di avere l’Hiv, hanno avuto rapporti non protetti contagiando o mettendo a rischio di contagio partner ignari, che non sono stati avvisati del rischio.

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