Caso nel Milanese

Lo sapevi che a fare la pipì in strada rischi una multa di 10mila euro?

L'ultimo caso nel Milanese. Il reato è stato depenalizzato, ma...

Lo sapevi che a fare la pipì in strada rischi una multa di 10mila euro?
24 Settembre 2020 ore 16:33

Lo sapevi che a fare la pipì in strada rischi una multa di 10mila euro? Probabilmente non lo sapeva un uomo che ha iniziato a urinare bel mezzo della strada ad Albairate.

Fa la pipì in mezzo alla strada: rischia una multa di 10mila euro

Atti “contrari alla pubblica decenza” in pieno centro storico: così un uomo è stato sanzionato dalla Polizia locale di Albairate, nell’hinterland milanese.

I fatti, riportati da PrimaMilanoOvest si sono svolti nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre 2020. A notare quanto stava accadendo è stata una pattuglia impegnata nel consueto giro pomeridiano. L’uomo stava urinando nel bel mezzo della strada, incurante del via vai di persone: è stato prontamente identificato. Ora rischia una multa che può andare dai 5mila euro sino ai 10mila euro.

“La sicurezza prima di tutto. Il presidio del territorio comunale da parte della Polizia locale di Albairate consente di ridurre progressivamente i fenomeni di microcriminalità a vantaggio della comunità elevando gli standard di sicurezza”, ha commentato a dire il vero non troppo a tema il sindaco Flavio Crivellin.

Prima era un reato penale, ma forse si stava meglio quando…

Fare la pipì per strada è stato a lungo un comportamento considerato reato. In particolare, la legge e l’interpretazione giurisprudenziale faceva rientrare questo gesto tra gli “atti contrari alla pubblica decenza” (non quindi nel più grave delitto di “atti osceni in luogo pubblico”).

Come racconta laleggepertutti.it, nel 2016 però le cose sono cambiate. Gli atti osceni in luogo pubblico e quelli contrari alla pubblica decenza sono stati depenalizzati. Ciò significa che, in caso di un bisogno fisiologico dell’uomo, il gesto è punito non più come reato, ma come semplice illecito amministrativo.

Si rischia quindi una banale sanzione, dello stesso tipo di una multa stradale. Nessuna ripercussione quindi sulla fedina penale, nessun processo, ma solo un verbale emesso dalla Prefettura. “Banale” per modo di dire: le sanzioni pecuniarie infatti sono tutt’altro che lievi. Chi fa un bisogno fisiologico in luogo pubblico rischia una multa da un minimo di 5 mila euro a un massimo di 10 mila euro.

A conti fatti era meglio il reato (almeno per il colpevole): all’epoca era più facile farla franca grazie alla prescrizione – molto probabile, per via dei lunghi tempi dei nostri processi – la quale comportava anche l’inapplicabilità di sanzioni pecuniarie.

Il famoso caso del prof bergamasco licenziato

Restando in tema, sicuramente impossibile dimenticare la vicenda del bergamasco Stefano Rho, docente di filosofia finito su tutti i giornali e in televisione come “quello della pipì”, protagonista suo malgrado di una vicenda kafkiana che l’ha portato, all’indomani dell’immissione in ruolo dopo 16 anni di attesa, a essere licenziato per non avere dichiarato che, anni prima, aveva ricevuto una condanna per averla fatta a ridosso di un cespuglio, una notte di festa paesana del 2005.

Alla fine il prof è tornato dietro la cattedra: la Giustizia ha riconosciuto che aveva omesso nell’autocertificazione il fatto perfettamente in buona fede (qui l’epilogo e l’intervista di Daniele Biella per Vita.it).

LEGGI ANCHE: I 400 ragazzi e professori in piazza per dire: «Io sto con Stefano Rho»

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