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Giorgia Soleri, fidanzata di Damiano dei Maneskin, operata per endometriosi: "Mi riprendo la mia vita"

In Italia il 10-15% di donne ha un diagnosi di endometriosi, ma potrebbe essere un numero sottostimato.

Giorgia Soleri, fidanzata di Damiano dei Maneskin, operata per endometriosi: "Mi riprendo la mia vita"
Glocal news 22 Agosto 2021 ore 00:01

La vedi dal fuori: bella, battagliera, fidanzata con uno degli uomini più desiderati d'Italia (nientemeno che Damiano dei Maneskin), e credi "Giorgia ha una vita perfetta". E forse è proprio per questo motivo che sono sempre in numero maggiore i vip che scelgono di non nascondere le proprie fragilità, malattie, i normali inciampi della vita. Forse per questo Giorgia Soleri, modella e influencer brianzola, ha scelto di pubblicare lo scatto del polso che mostra il bracciale ospedaliero prima di sottoporsi ad un'operazione. Il motivo: endometriosi.

 

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Giorgia Soleri operata per endometriosi

"Ho aspettato tanto questo momento. Il 21 Marzo 2021 è il giorno in cui è arrivata la diagnosi di endometriosi e adenomiosi. In realtà, come per la maggior parte delle persone affette da queste malattie, io lo sapevo già. Lo sapevo quando a 14 anni sono svenuta a scuola per i dolori mestruali e sono stata quasi obbligata a iniziare la pillola anticoncezionale. Lo sapevo quando ogni mese le mestruazioni mi incatenavano al letto e mi facevano rimettere fino a non avere più forze. Lo sapevo quando a 21 anni mi sono rivolta a un importante centro specializzato e sono stata mandata via senza una diagnosi, trattata come se fossi ipocondriaca e bugiarda.

Lo sapevo anche quando è arrivato il referto dopo 20 giorni dalla risonanza magnetica. Lo sapevo e basta. Essere qui oggi è una vittoria. E non perchè voglia usare quella retorica guerresca che tanto odio dove la malattia è una battaglia da affrontare e il malato un guerriero con addosso la responsabilità della proprio guarigione. No, affatto. E' una vittoria perché da domani avrò la possibilità di conoscere un corpo nuovo, che non ho mai avuto la possibilità di vivere: un corpo senza dolori. L’endometriosi fa parte di me da talmente tanto tempo che non so più nemmeno cosa sia mio e cosa sia suo. Questa operazione è una vittoria perchè, da domani, potrò provare a riprendermi una vita che mi appartiene e che per troppo tempo non ho vissuto: la mia".

La 25enne che negli ultimi mesi aveva già raccontato sui social cosa significa soffrire di vulvodinia, ovvero dolore durante i rapporti sessuali.

Facciamo chiarezza

Oltre che fare i migliori auguri a Giorgia - alla quale va l'indubbio merito di utilizzare la sua popolarità per sensibilizzare su patologie femminili spesso poco conosciute ma che possono condurre a condizioni invalidanti - è bene chiarire alcuni punti riguardo a questa patologia che, si stima, affliga circa il 10-15% delle donne italiane. Ma è ragionevole pensare che in realtà sia un dato sottostimato in quanto non sempre l'endometriosi viene diagnosticata, come ha ben spiegato la modella che è giunta a una diagnosi dopo anni.

L'endometriosi è una patologia cronica. E questa è la prima parola che terrorizza quando si riceve il referto. Cronica ovvero per sempre. Nì, nel senso che - nella maggior parte dei casi - i sintomi vanno in quasi totale remissione (ovviamente va sempre valutato caso per caso) con l'arrivo della menopausa. Sebbene sia ritenuta una patologia dell’età riproduttiva, sono descritti rari casi di endometriosi anche in postmenopausa, soprattutto in donne che stiano assumendo trattamenti ormonali sostitutivi. Quindi la fine, ragionevolmente, c'è.

Questa malattia evidenzia la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa. Le donne italiane con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse. Non sempre, come accennato, viene subito riconosciuta: per questo motivo è fondamentale che le donne in età fertile - soprattutto in presenza di sintomi sospetti come dolori intensi sia durante il ciclo che in fase ovulatoria, mestruazioni lunghe e abbonanti e magari anche irregolari - si rivolgano al medico o al ginecologo per approfondimenti. Vi sono moltissimi casi dove già una semplice ecografia transvaginale può evidenziare il problema.

Il dolore durante i rapporti sessuali, e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci è caratteristico della endometriosi del setto rettovaginale, chiamata anche endometriosi profonda infiltrante (deep infiltranting endometriosis, DIE). Altre volte i dolori si manifestano durante la minzione e sono caratteristici della endometriosi vescicale

Le cause

Riguardo le cause, una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall'utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. È indubbio che l’endometriosi si possa sviluppare non solo per le sue caratteristiche istologiche e la stimolazione ormonale, ma anche perché esso trova un sistema immunologico che ne permette l’impianto, creando successivamente uno stato infiammatorio cronico. Quest’ultimo è caratteristico della endometriosi e spiega la sintomatologia di tale patologia, caratterizzata dal dolore e anche dalla infertilità.

Infertilità: facciamo chiarezza

Spesso si applica il sillogismo che ad endometriosi corrisponda necessariamente infertilità. Anche in questo caso la risposta è nì. Se è vero che l’endometriosi è causa di sub-fertilità o infertilità (30-40% dei casi), è altresì vero che a fare la differenza è la tempestività delle cure poste in essere per limitare i danni nonché il fatto che il ricorso a tecniche di fecondazione assistita (in diversi casi) aiutano ad arrivare alla gravidanza. Vi sono, inoltre, donne affette da questa patologia che rimangono incinte in modo del tutto naturale. Basti pensare, sempre in tema di vip, alla splendida attrice Laura Torrisi che non ha mai nascosto di essere affetta da endometriosi e ha avuto una bimba con l'attore e regista Leonardo Pieraccioni.

Insomma per l'endometriosi non esiste alcuna regola fissa: tutto dipende da quanto tempestivamente viene diagnosticata e quindi curata e gestita. Va inoltre sottolineato che non necessariamente tutte le donne che ne soffrono vanno incontro ad un calvario mensile, alcune - decisamente più fortunate - sono pressoché asintomatiche.

I trattamenti per l'endometriosi

Fra i trattamenti proposti per l’endometriosi l’uso dell’estroprogestinico o del solo progestinico è capace di migliorare il quadro sintomatologico in quanto abolisce la stimolazione ormonale e la crescita degli impianti endometriosici. È importante che tali preparati vengano assunti continuativamente per evitare lo sfaldamento dell’endometrio simil-mestruale che favorisce un ulteriore passaggio di endometrio attraverso le tube.

Il trattamento più invalidante con gli analoghi del GnRH, farmaci che bloccano totalmente la stimolazione delle ovaie e quindi la produzione ormonale creando un quando endocrino e clinico di menopausa iatrogena (con gli inevitabili effetti collaterali quali vampate di calore, secchezza vaginale, aumentato rischio di osteoporosi), sono limitati a quei casi che richiedano un intervento chirurgico. Oggigiorno sono in corso diversi studi con composti che pur inibendo la stimolazione ovarica come gli analoghi del GnRH, creano meno effetti collaterali.

In alcuni casi - ma la decisione spetta ai medici in relazione al quadro clinico della paziente, ai sintomi, all'età e all'eventuale ricerca di una gravidanza - le donne vengono sottoposte ad un intervento (quasi sempre il laparoscopia, quindi molto poco invasivo) che ha lo scopo di "ripulire" le aree infiammate e lenire il dolore. Attenzione: l'intervento non guarisce dall'endometriosi, senza un'adeguata terapia di supporto, infatti, le condizioni precedenti l'operazione rischiano di ricrearsi.

Endometriosi e LEA

L'endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado") riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni.

Tirando le somme le cure esistono, la menopausa quasi sempre è risolutiva e con una diagnosi precoce è possibile gestire adeguatamente questa patologia. A patto che venga diagnosticata.

La migliore cura per l'endometriosi risulta essere la consapevolezza.

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