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Contro il Covid

C’è l’accordo tra Avis Lombardia e Regione per vaccinare i donatori

Le sezioni potranno mettere a disposizione personale sanitario e amministrativo, ma potranno anche attivare linee vaccinali.

C’è l’accordo tra Avis Lombardia e Regione per vaccinare i donatori
Glocal news 24 Marzo 2021 ore 16:36

In queste ore i donatori di sangue lombardi stanno ricevendo mail dalle Avis provinciali di appartenenza con una notizia importante: è stato siglato l’accordo tra Avis Lombardia e Regione per vaccinare i donatori. Si tratta solo del primo passo (tutto è ancora da organizzare), ma potrebbe rappresentare un’arma in più per dare nuova linfa a una campagna vaccinale a rilento.

Vaccinazione, c’è l’accordo tra Avis e Regione

L’annuncio è stato dato anche attraverso una nota pubblicata sul sito di Avis Lombardia.

“Il presidente Oscar Bianchi ha sottoscritto con l’assessore al Welfare e Vice Presidente di Regione Lombardia Letizia Moratti l’accordo quadro affinché le Avis territoriali possano somministrare vaccini ai propri donatori e ai familiari conviventi, le cui donazioni di sangue sono fondamentali per il funzionamento del sistema sanitario regionale – si legge nella nota – L’accordo prevede la possibilità per le 648 Avis Comunali e 12 Avis Provinciali, di collaborare alla campagna di vaccinazione massiva tramite le proprie organizzazioni, mettendo a disposizione personale sanitario e amministrativo all’interno dei centri vaccinali massivi, ma potranno anche, laddove ritenessero, attivare linee vaccinali presso le Unità di Raccolta dell’Avis. Il tutto secondo appositi accordi con le ATS di competenza che definiranno il processo attuativo per lo svolgimento della vaccinazione”.

L’Avis vuole vaccinare i suoi donatori

“L’Avis si è messa a disposizione, e Regione Lombardia ci ha ascoltato, per poter vaccinare i suoi donatori che sono prima di tutto cittadini, ma sono anche speciali perché grazie alle loro donazioni permettono il funzionamento delle attività ospedaliere e salvano la vita di molte persone – ha commentato Oscar Bianchi – L’operazione potrebbe partire ad aprile, se riusciamo questo diventa un dovere, un servizio nei confronti della comunità”.

L’organizzazione prevede il reclutamento, già iniziato, di personale sanitario per non lasciare i centri di raccolta sguarniti. Il personale verrà poi indirizzato negli hub regionali già individuati per la campagna di vaccinazione e saranno le Avis locali ad avvisare e convocare i donatori per sottoporsi al vaccino. Questo è il piano, in attesa che vengano reperiti vaccini sufficienti per avviare la vaccinazione massiva.

Organizzazione in capo alle Ats

Nel momento di attivazione dell’accordo con le ATS di riferimento, sarà quindi compito di ogni struttura locale comunicare ai propri donatori la modalità operativa: pertanto il donatore dovrà attendere comunicazione da parte dalla propria Avis. Per questo, le stesse Avis provinciali, hanno ribadito attraverso le mail inviate ai donatori di non chiamare le sedi per chiedere informazioni, ma attendere di essere contattati quando saranno stabilite le modalità di intervento. E – ricordiamolo – quando saranno disponibili abbastanza vaccini da far partire la vaccinazione massiva.

“Avis Regionale Lombardia è lieta di essere parte attiva di un processo così fondamentale per l’uscita dall’emergenza sanitaria e nella tutela della salute dei propri donatori – prosegue la nota – Regione Lombardia ha riconfermato con questo accordo il valore fondamentale della donazione, e la condivisione dell’obiettivo dell’autosufficienza del fabbisogno regionale e nazionale di sangue e plasma. Grazie per l’impegno in questa direzione allo staff dell’assessorato al welfare e al presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali Emanuele Monti“.

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